Blocco del gioco d’azzardo: Venezia premia chi adotterà la targa “No Slot”

di Sienna

Venezia è famosa per moltissimi motivi in tutto il mondo. Per i propri canali, per le gondole, per il celeberrimo dialetto. Ma vi è un motivo aggiuntivo, Venezia è sede, infatti, del primo casinò mondiale della storia. Risale al 1638 la fondazione della casa di gioco a San Moisé, un quartiere di Venezia frequentato dal popolazzo amante delle scommesse. 500 anni dopo, l’amministrazione del capoluogo veneto pone, invece, un blocco del gioco d’azzardo. Il Decreto Dignità ha scosso le fondamenta di non poche giunte comunali che, tutto d’un tratto, hanno dovuto prendere dei seri provvedimenti a quello che è il gioco d’azzardo patologico.

Per questo motivo, tutte le aziende private e pubbliche, i luoghi d’incontro, i bar o le sale pubbliche che aderiranno a questo blocco del gioco d’azzardo mediante l’eliminazione di slot machine o simili, verrà premiato. Una targa di ringraziamento verrà, infatti, posta al di fuori dell’attività che si è privata di questo, a quanto pare, diabolico sistema di furto autorizzato. Anche altre città, tra le quali Torino e Napoli, hanno adottato questo sistema. Il capoluogo partenopeo, in particolare, ha fatto sì che tutte le attività che si “disintossicavano” del gioco d’azzardo, potevano affliggere sul vetro d’entrata l’adesivo “no slot”.

Le parole di Venturini sul blocco del gioco d’azzardo a Venezia

Secondo quanto riportato da Jamma.it, l’assessore alla Coesione sociale avrebbe così commentato l’accaduto:

“Da tempo la nostra Amministrazione si è contraddistinta per la grande attenzione e preoccupazione per il fenomeno della ludopatia e la proliferazione di macchine per il gioco con vincite in denaro. Nei mesi precedenti al nostro insediamento, nel territorio comunale, si è registrato un preoccupante aumento di aperture di nuove sale slot e di nuove installazioni di apparecchi vlt in tantissimi esercizi commerciali. Da subito ci siamo attivati per varare una serie di provvedimenti in grado di contrastare questa allarmante proliferazione e per tutelare la salute e l’integrità delle persone più fragili e del patrimonio delle famiglie”.

Ma non solo questo. Continua ancora Venturini, affermando che l’amministrazione veneziana avrebbe seguito un’altra linea. Già adottata anche da Torino, infatti, tale soluzione prevederebbe di porre le case da gioco lontane dai luoghi, cosiddetti, sensibili. In particolare, i casinò sono da tenere lontani da scuole medie e superiori, da uffici o da case di riposo. In questi edifici, infatti, ci sarebbe un’alta quantità di persone che potrebbero essere dei facili bersagli del gioco d’azzardo patologico. Malattia che proprio il Decreto Sicurezza dello scorso luglio vorrebbe evitare bandendo sostanzialmente la pubblicità del gioco d’azzardo.

Termina, infine, sempre l’assessore Venturini affermando:

Sicuramente un gesto semplice, ma portatore di un grande significato simbolico e morale, che speriamo di riuscire a trasmettere personalmente a tutti gli esercenti e commercianti che incontreremo durante la consegna dell’attestato.

Quali sono le future decisioni circa il blocco del gioco d’azzardo?

Il futuro del betting non è ancora deciso né stabilito data la delicatissima situazione di stallo governativa attuale. Il sistema “NoSlot”, comunque, è stato adottato in moltissime città italiane. Prime fra tutte, le grandi metropoli del nord Italia, si sono dotate di provvedimenti ad hoc ancora prima che il Decreto Dignità venisse firmato. Il fatto è che i dati dimostrano che è il sud il problema maggiore di dipendenza di gioco d’azzardo. Solo negli ultimi mesi, anche Napoli, come già detto, e le città della Sicilia si sono dotati di questi sistemi.

Difatti, è in queste zone che il Decreto Dignità dovrebbe agire in maniera più concreta e stabile. Soprattutto, il fine non deve essere quello di bandire il gioco d’azzardo, ma fornire tutti i mezzi necessari affinché il gioco illegale non proliferi anche nel nostro Paese.