La legge piemontese contro la patologia da betting

di Sienna

Avevamo parlato circa la posizione assunta dalla Campania per quanto riguarda il gioco digitale. Una posizione importante e nobile volta ad evitare non la diffusione del gioco d’azzardo ma della patologia legato ad esso. Il Decreto Dignità ha agito con il pugno di ferro ed ha cercato di limitare i danni con metodi un po’ bruschi. Il caso campano era uno dei pochi esempi di prevenzione dalla malattia da gioco d’azzardo presente al sud Italia. Al nord, tutto ciò è già una consuetudine consolidata da qualche anno. La legge piemontese contro la patologia di gioco d’azzardo, per esempio, è uno dei sistemi che più ha fatto discutere finora.

E’ stata applicata nel 2016 con il tentativo di ridurre sia i giocatori materiali presenti, quindi, in ricevitorie e case da gioco, sia i giocatori virtuali. I dati sono in linea con quanto si aspettava la regione del Piemonte con questa nuova manovra. Il gioco d’azzardo materiale sembrerebbe essersi quasi dimezzato addirittura.

I provvedimenti della legge piemontese

Questa legge piemontese ha preso dei provvedimenti per quanto riguarda, soprattutto, la presenza di casinò fisici nel territorio della regione Piemonte. Innanzitutto, il distanziometro impone che il gioco d’azzardo venga praticato in zone chiuse distanti da luoghi sensibili. Tra di queste figurano le zone abitate da personaggi “deboli” come scuole superiori e medie, ospizi per anziani o case di riposo. Le case di gioco devono essere distanti anche da uffici e luoghi di pubblico impiego. Il motivo è che il provvedimento era intendo a coprire e proteggere tutte le fasce di gioco attive in Piemonte.

I più giovani possono cadere vittime del gioco d’azzardo in quanto il loro primo approccio al gioco potrebbe essere “traumatico”. Una vincita o una pesante sconfitta al debutto in questo mondo potrebbe causare nel giovanissimo una voglia irrefrenabile di giocare e scommettere a più non posso. Per questo motivo è necessario tutelare la fascia giovane ed iniziare proprio con il tenere lontano la tentazione. La fascia più anziana, poi, è in rapido aumento negli ultimi anni anche grazie alla facilità di accesso ai bookmaker digitali di ogni genere.

Per non parlare, poi, della fascia relativa agli uomini (e donne) tra i 30 ed i 45 anni. In questa fascia, infatti, si annida la maggioranza dei casi patologici di gioco d’azzardo cui la legge piemontese messa in atto cerca di controbattere. Ma non si è trattato solo di un controllo “virtuale”. Il controllo fisico avverrà, anzi, avviene quotidianamente e le penali nel caso di infrazione di questa legge sono davvero molto ingenti.

Il provvedimento ha effettivamente giovato?

Si potrebbe essere più o meno critici circa l’effettivo successo di questa legge piemontese. Nel senso che, per quanto riguarda il gioco materiale, effettivamente si è registrato un calo delle giocate e dell’importo speso nel gioco d’azzardo da parte dei piemontesi. Dall’altro lato, però, bisogna anche ammettere che ad aumentare in maniera spropositata sono state due cose: il gioco online ed il gioco d’azzardo da tabaccheria.

Il gioco online non è sottoposto a regole di controllo regionali ma, per lo più statali. La scelta, pertanto, di giocare o meno d’azzardo spetta solo ed esclusivamente al cliente stesso. Non è sempre facile, infatti, convincere il giocatore che è il momento di porre una pietra con su scritto “fine” alla propria dose quotidiana di betting. Il gioco d’azzardo patologico deve essere controllato anche nella sua versione virtuale.

Il Piemonte, poi, ha registrato una vertiginosa crescita di vendita di giochi come il Superenalotto o simili. Molti bar, infatti, hanno assunto lo slogan e le direttive “No – Slot” come anche in Campania. Con questo provvedimento, le slot machine venivano eliminate da questi luoghi di ritrovo o aperte solo per brevi periodi. Ecco che, quindi, il giocatore patologico cercherà sicuramente altri modi per mantenere attiva la sua sete di gioco d’azzardo.

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